Arminius, 2012.

 

 

Book formed of one single archival pigment print on Baryta. Dimensions closed: 21x21x5 cm. Dimensions open: 14x0,21 mt. Lenght of the table: 7 mts.Edition of 3 + 1 artist's proof.

Arminius while evoking Rome's history, aims to trace a path amongst identity, memory and photographic representation. It lays on the parallel between photography and history, both incapable of being all encompassing. Due to their technical properties, pictures only show limited parts of the scene in which they were taken, they also convey a realistic feeling, for which, the spectator has the illusion to possess reality as a whole.
Rome’s history is introduced through one of its specific segments: the surrounding walls, as a metaphor to identify the city.
The book is a collection of 68 plates arranged in a long, folded strip, stressing narrative fragmentation. Contemporary pictures are alternate with archival ones. They are coupled in order to create immediate visual connections between present and past. Images are not lined on geographical or historical basis.The absence of chronological order makes the viewer give his own interpretation to recall history.

Arminius mentre evoca la storia di Roma, vuole tracciare un percorso tra identità, memoria e rappresentazione fotografica. Si basa sul parallelo tra fotografia e storia, entrambe incapaci di essere onnicomprensive. A causa delle loro proprietà tecniche, le immagini mostrano solo parti limitate della scena in cui sono state scattate, trasmettono anche una sensazione realistica, per la quale lo spettatore ha l'illusione di possedere la realtà nel suo insieme.

La storia di Roma viene introdotta attraverso uno dei suoi segmenti specifici: le mura di cinta, come metafora per identificare la città.

Il libro è una raccolta di 68 tavole disposte in una lunga striscia piegata, che sottolinea la frammentazione narrativa. Le immagini contemporanee si alternano a quelle d'archivio. Sono accoppiati per creare connessioni visive immediate tra presente e passato. Le immagini non sono allineate su basi geografiche o storiche. L'assenza di ordine cronologico fa sì che lo spettatore dia la propria interpretazione per ricordare la storia.

The book has to be read on a specific table long 7mts. On the stand, the audience participate to the creation of shared memory: the table is shorter than the strip, making impossible to open the book completely. The audience is forced to create every time a different edit, changing the order of the pictures, therefore underlining the personal, arbitrary aspect of reconstructing bygone times. The same act of the photographer: an arbitrary choice brings him to break down reality. Narrative is not all-encompassing.

Arminius, as title, supports the interpretation of the work.
He was a chieftain of the Germanic Cherusci. He was born in a land on the edge of the Roman Empire and he was trained as a Roman commander. While fighting for Rome, he organized an allied coalition of Germanic troops and he ambushed and annihilated an entire Roman army. As he betrayed Romans from the inside, photographic representation defeat itself in the attempt of depicting. Its narrative lacks the exhaustiveness it promises at first glance.

Remnants are hints of buried times, the pretext for history to emerge. Fragmentation pervades Arminius layers. It shows the inability to contain the shadow of the past in one observatory movement, being too wide for perception. Nonetheless we dispose of material remains of life, to outline an incomplete history of Rome.

Il libro deve essere letto su un tavolo specifico lungo 7 metri. Sullo stand, il pubblico partecipa alla creazione della memoria condivisa: il tavolo è più corto del nastro, rendendo impossibile aprire completamente il libro. Il pubblico è costretto a creare ogni volta un montaggio diverso, cambiando l'ordine delle immagini, sottolineando così l'aspetto personale e arbitrario della ricostruzione dei tempi passati. Stesso gesto del fotografo: una scelta arbitraria lo porta a scomporre la realtà. La narrazione non è onnicomprensiva: Arminius, come titolo, sostiene l'interpretazione dell'opera, è stato un capo del germanico Cherusci. È nato in una terra ai margini dell'Impero Romano ed è stato addestrato come comandante romano. Mentre combatteva per Roma, organizzò una coalizione alleata di truppe germaniche e tese un'imboscata e annientò un intero esercito romano. Mentre tradiva i romani dall'interno, la rappresentazione fotografica si sconfigge nel tentativo di raffigurare. La sua narrazione è priva dell'esaustività che promette a prima vista: i risarcimenti sono accenni a tempi sepolti, pretesto per far emergere la storia. La frammentazione pervade gli strati di Arminius. Mostra l'incapacità di contenere l'ombra del passato in un movimento osservatorio, essendo troppo ampio per la percezione. Tuttavia disponiamo di resti materiali di vita, per delineare una storia incompleta di Roma.

© Dafne Salis all rights reserved . Proudly created with Wix.com

  • Instagram
  • Twitter
  • Black Facebook Icon